Diventare grandi
Diventare grandi

Come diventare grandi, nonostante tutto. Crescere è una cosa importante…

Possiamo diventare grandi subito, adesso? Ci vorrebbe una macchina del tempo!

Spiderman: “Papà, come si fa a diventare grandi? Vorrei essere già un ragazzo, vorrei diventare grande subito.”
Io: “Che bella domanda Spiderman! Ma se…”

Aspettate, aspettate, ripartiamo dall’inizio e vi racconto per bene.

Poco tempo fa, la mia famiglia ed io stavamo facendo una gita in campagna con alcuni amici, ognuno con i propri figli, vicino ai boschi. Uno degli altri papà, sempre carino e amichevole con Spiderman, gli propose di fare un gioco. Non importa in che cosa consistesse il gioco, ricordo solo che a Spiderman lui era sempre piaciuto; infatti, alla sua richiesta, mio figlio aveva risposto con entusiasmo.
Durante i primi momenti del gioco, però, Spiderman si accorse di essere osservato da alcuni passanti, proprio mentre il mio amico lo chiamava “bambino giocherellone”.

A quel punto la sua espressione cambiò immediatamente e, in quell’istante, mi resi conto che era iniziato il suo “processo per diventare grande”. Chissà, forse dentro di lui era cominciato già da tempo ed ora lo stava manifestando esternamente con quell’espressione in viso, forse invece no; sta di fatto che solo in quel momento mi accorsi che mio figlio si era vergognato di essere piccolo.

Con una scusa qualsiasi, Spiderman si nascose dietro un cespuglio.

Lo raggiunsi e mi infilai con lui nel cespuglio.

Parlare per diventare grandi

“Spiderman, amore, cosa succede?”
Nessun altro aveva notato la sua reazione e, quindi, nemmeno capita.

S: “Odio questo gioco, non lo voglio più fare!”
Io: “Ehi, calmo, non piangere. Non è successo niente. Stavi solo giocando”
S: “No! Ma, ecco…”
Io: “Ti sei vergognato di esser stato chiamato “bambino” davanti a tutti quando, chiaramente, non lo sei più. Sbaglio?”
Spiderman annuì.
S: “Papà posso diventare grande subito? Non voglio più essere un bambino.”
Io: “Alla tua età, anch’io desideravo essere sempre più grande e vecchio di quello che ero. Vedevo i ragazzi di 20 anni come degli adulti e sessantenni come dei nonni prossimi al trapasso.

Ora che ho 36 anni, vedo i ventenni come dei giovani che si credono immortali e intoccabili, ma hanno ancora tutta una vita da vivere, tantissime cose da conoscere e da imparare. Mentre i sessantenni, come tuo nonno, li vedo come dei ragazzi che ne hanno già viste tante, ma hanno ancora molto da dare e da dire. Per quel che riguarda me, invece, solo dopo tante fatiche, sto realizzando che è bello essere quello che si è, senza desiderare di essere diversi.

Anch’io Spiderman, come te, mi sono vergognato parecchio. Per esempio quando, alla tua età o verso i dodici anni, ricevevo ancora regali da bambino e mi chiedevo: “Ma non vedono che sono grande adesso?”

Non vergognarti mai di quello che sei e di come sei, perché i giudizi nascono sempre e solo dal diverso modo di vedere degli altri, ma non sono la verità. Sei tu che decidi se crederci o meno, e lo stesso ragionamento vale per i giudizi verso te stesso. Chi ti dice che non vai bene? Non è che forse ti stai sbagliando?

La verità è che tu sei perfetto così come sei. Non cercare di cambiarti e non rincorrere il tempo. Hai presente il libro che vi leggo spesso ‘Ho il tempo in tasca’? Ecco, proprio quello. Gustati l’adesso perché non tornerà mai più”.

Diventare grandi anche da adulti

Anche noi “adulti” (a 36 anni non si è mica adulti, io ho il bisogno fisico di giocare. Siamo seri, per favore!) dovremmo dare maggiore importanza al tempo, all’adesso. Invece lo rincorriamo, lo ammazziamo, lo sprechiamo, lo chiediamo, mentre la nostra mente vaga nel futuro, in cerca di nuovi desideri, o nel passato, a trastullarsi tra i ricordi. Così non viviamo il presente e, in un battibaleno, ci ritroviamo ad avere 60 anni.

Chi sono io? Dov’è la gioia che rincorro in continuazione? Ogni quanti desideri vinco la felicità? Tutto questo acquistare, costruire, cercare, distruggere e vendere, che senso ha? Mi serve davvero per creare una mia identità più stabile? Ma rimbalzando tra passato e futuro, quando sarò stabilmente me stesso? Che cos’è “io sono”? Possono un telefono, un’auto, un vestito, un nuovo marito, un’amante, uno sport, una nuova conquista, un successo o una nuova casa, riempire il mio presente?

A volte mi fermo e osservo la mia vita e la nostra società, come se fossi uno spettatore al cinema.

Quanto odio, quanto amore, quante guerre e bisogno di consolazione, quante necessità e quanti rifiuti (in tutti i sensi)…e per cosa? Cosa accadrebbe se, per un attimo, tutti, proprio tutti, fossimo appagati pienamente nel presente??

Ognuno di noi vive le proprie difficoltà, più o meno grandi, ma i grandi maestri del passato hanno sempre detto: “Risolvi il quesito principale e poi tutto il resto si sistemerà. Chi sei tu in questo momento?”

Diventare grandi come il piccolo popolo degli Indiani d’America

Concludo con un piccolissimo fumetto sugli Indiani d’America. Una storiella che parla proprio del presente e del diventare grandi. Tratto dal libro “La ruota delle lune”.

Baci a tutti

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