Come-si-fanno-i-figli

Come si fanno i figli? Papà risponde…

Istruzioni: come si fa un figlio

Come si fanno i figli? Allora, tecnicamente è molto semplice per chi ha già una certa dimestichezza. Certo, se è la prima volta che proviamo questa tecnica, meglio evitare di fare subito un figlio e quindi non serve nemmeno continuare a leggere questo articolo. Se, invece, siamo ormai ad un punto di svolta e la compagna (a volte il compagno, a volte entrambi) mette una certa pressione, allora è un buon momento per fermarsi a riflettere, leggere queste istruzioni e procedere con il punto 1.

Come si fanno i figli? Ho provato con lego technics

Punto 1: Dai libri alla realtà…

Tranquillo, non ti descriverò il processo tecnico: online, nei libri o ovunque tu voglia, troverai spiegazioni e ispirazioni di vario genere. La cosa che non troverai molto spesso sono le istruzioni su come diventare un genitore, magari un buon genitore. Il fatto è che non viene mai chiarita una cosa: al di là delle mille immagini legate al sesso e alle mille allusioni che vediamo ogni giorno, ci scontriamo con il fatto che da un momento di passione possa nascere una vita, complessa, splendida e impegnativa più che mai.

Fare un figlio è facile. Molto più difficile è diventare un genitore.

Quando mia moglie aveva iniziato ad espandersi per la prima volta io non stavo realizzando veramente cosa stesse accadendo. Me ne sono reso conto solo quando, dopo qualche ora di travaglio, le infermiere mi hanno appoggiato tra le braccia un fagottino morbido, caldo e tranquillo. Splendeva di luce propria e non dipendeva da me nel muoversi, respirare o altro. Faceva tutto da solo. Avevo in mano una parte del futuro di questo mondo, totalmente candida e pronta a farsi impressionare da tutto, in primis da me.

Punto 2: Prima passi da genitore

Forse le donne sono naturalmente più portate ad essere madri (ovvio), o meglio ad assumersi il ruolo di genitore. Mia moglie è entrata nella parte subito, anzi prima ancora. Io invece ho impiegato molto tempo. Spiderman cresceva e io pure con lui. Imparavo (imparo) dai miei errori e per forza di cose (purtroppo), questi errori cadevano sulle spalle di mio figlio. Ci siamo passati tutti e credo che gran parte  delle nostre risorse o delle nostre insicurezze derivino, a nostra volta, dai nostri genitori. Hanno fatto il possibile, come meglio potevano, a volte dandoci esempi positivi, altre volte negativi e così hanno formato il nostro modo di essere, senza rendersene conto. Lo stesso ho fatto e sto facendo io.

Ho sempre pensato che i figli, prima di essere miei, siano di loro stessi. Mio figlio è un essere vivente, che cammina al mio fianco. Assorbe il mio modo di essere, di pensare, di agire e di reagire. Posso dirgli quello che voglio, ma il più delle volte è quello che faccio che lo convince. Direi che quello che dico diventa spesso rumore. “Basta papà, ho capito!”

Punto 3: Adesso come faccio? Come si educa un figlio?

Non lo so… Mica ti do tutte le risposte. Non lo so nemmeno io.
Però so che quando diventi papà hai davanti la scelta di prendere in mano la situazione. Non si può giudicare la vita e le routine di ogni papà, ma ogni maschietto che diventa padre dovrebbe rendersi conto che la sua figura è molto importante per la crescita del figlio. Non possiamo pensare (noi maschietti) che, visto che c’è la mamma, possiamo lavorare 19 ore al giorno (anche se a volte non si può altrimenti) e nemmeno pensare che tutti i nostri impegni “pre-papà” debbano rimanere tali senza rinunciare nemmeno a uno. Un papà, un genitore, deve sempre tenere a mente che il tempo passa velocemente, il figlio cresce a vista d’occhio e il tempo che noi passiamo con lui si riduce di mese in mese, fino a quando ci manderà a quel paese.Quindi a volte basta poco per educare un figlio. Basta dimostrargli amore, interesse, stare con lui, fare avventure assieme, costruire tonnellate di lego, distruggere il mostro mangiaterra (motozappa) assieme, combattere ad armi pari, fuggire in bici dai cagnetti malefici che cercano di morderti i piedi per prenderti, nuotare in mezzo agli scogli evitando la morte a forma di riccio, dormire in tenda sotto le stelle, rimanere chiusi in camper una settimana con 39 di febbre mentre fuori l’acqua turchese del sud Italia ti chiama… E molte altre avventure che hanno come comune denominatore il fatto che io, come adulto, ho scelto di stare con i piccoli come meglio posso, mettendo da parte le mie pretese personali e abbracciando il dovere.

Come si fanno i figli: Mostro mangiaterra in azione!
Il mostro mangiaterra non ha pietà. Tutto divora: Pezzettini di terra, pomodori marci, macchinine gettate tra la sue fauci: l’importante è non fargli mai vedere un bimbo… Quelli li mangia interi!

Non è tanto come si fanno i figli il problema, ma come si diventa genitori.

Forse mettendo da parte le proprie pretese, il proprio tempo. Rendendoci parte attiva della famiglia, trovando sempre un momento per stare con loro anche se costa una fatica incredibile. Dalla presa di coscienza di essere un genitore, nasce la famiglia. La famiglia poi si allarga fino a diventare la società e lì il nostro fagottino morbido, caldo e tranquillo diventa un adulto che lascerà il segno, nel bene o nel male, su questo pianeta.

La mia esperienza fino ad ora? Beh, ho imparato molto. I figli mi hanno insegnato a vivere nel presente, a cogliere l’attimo, a ringraziare per quello che arriva, anche se è vomitino, pannolino notturno o urla mattutine. Sono un bravo papà? Boh, chiedetelo a loro fra qualche anno. Io cerco di discriminare, mettermi in discussione senza troppo farmi prendere dai giri mentali, impegnarmi e cercare di ricordarmi le cose, anche quando riesco a dimenticare di appoggiare la tazza nel lavandino e me ne accorgo solo perchè sono salito in macchina (ancora con la tazza), oppure quando troppo abituato a dondolare il passeggino, mi son ritrovato, mentre telefonavo in pausa, a dondolare la macchinetta taglia erba. Dormi piccino, dormi piccolo motore a scoppio.

Buona fortuna a tutti i papà e a tutti i maschietti che lo stanno diventando. E, a quelli che vogliono diventare genitori, pensateci due volte prima e sappiate che non sarà una semplice passeggiatina. Sarà una bella, impegnativa, affascinante, travolgente e lunga passeggiata: durerà per tutta la vita… e se non siete ancora convinti allora scoprite quali sono i 10 buoni motivi per essere papà!

Ciao!

Condividi

Scritto da