Essere papà per la prima volta…

I primi periodi come papà

Sono papà, o almeno mi dicono così. Anzi i fatti sono concreti, 2 sono le prove: uno di 7 e una di 3. Quindi sì, confermo, sono papà!

Qualche anno fa non ne volevo sapere. Ho fatto fatica a convincermi che assieme alla mia perfetta e bellissima compagna avrei potuto procreare nuovi piccoli esseri viventi.
La cosa mi angosciava, ma più per paura di perdere una libertà utopica che per qualcosa di reale. Le carte in regola le avevamo tutte per buttarci in questa avventura e lo abbiamo fatto alla grande.

Appena un anno dopo il nostro matrimonio è arrivato Spiderman (chiamerò così il primogenito).
Nessuno ti prepara all’arrivo e alla responsabilità che ti viene messa in mano per la prima volta in sala parto e infatti, ancora oggi, non sono sicuro di essere all’altezza di questo enorme compito.
Ho fatto del mio meglio come papà: mi alzavo di notte per dare tregua a mia moglie. Cambia cacca, pulisci, sistema, riaddormenta il teppista e recupera il sonno. I mesi son passati, le tettone della mamma si sono rimpicciolite e il latte è finito! Già il latte finisce e quindi cosa succede? Che in un perfetto clima democratico toccava a me alzarmi di notte con il biberon e sistemare la lince affamata.

Essere genitori notturni
Poi ho recuperato… Ho dato anche il ciuccio al gatto.

Ogni settimana il piccolo cresceva, acquisiva nuove abilità, capiva, conosceva, lanciava Lego e nascondeva gatti nel frigo. Nel frattempo anch’io crescevo, acquisivo nuove abilità, maturavo e capivo che la mia vita era cambiata e che ora spingeva in una direzione diversa.

Gatto in frigo

Ho abbandonato i concerti e il basso elettrico (non riuscendo più a starci dietro) e mi son messo a giocare con Spiderman quanto più potevo.
Bene o male, avevo aiutato anch’io mia moglie a creare quel perfetto miracolo della natura e quindi la mia responsabilità nei confronti del piccolo e della famiglia era al 50% con la madre.

Essere papà è una definizione che non mi è ancora chiara. Ho sempre pensato che alla fine sei un essere vivente che affianca un altro essere vivente più piccolo e te ne devi prendere cura al meglio delle tue capacità. Quello che tu sei è quello che lui assorbirà e (nella maggior parte dei casi) non quello che dici. Infine, la difficoltà nell’accettare un cambiamento così forte è ed è stato un grande insegnamento.

Non posso sapere dove e cosa accadrà nei prossimi 3 minuti della mia vita, ma so di sicuro che se desidero qualcosa di diverso da quello che inevitabilmente accade allora mi assicuro grande sofferenza e parecchi mal di testa e incazzature.
Non ha senso, meglio fluire con la vita e rimboccarci le maniche con tutto quello che arriva da fare.

Dove sta la felicità?

Proprio lì… Sereno e felice di quello che faccio e non di quello che vorrei! Qualche piccolo capriccio me lo concedo certo, ma sempre in armonia con gli eventi. Non posso cambiare il fatto di essere papà, non posso andarmene e nemmeno cercare vie di fuga.
Essere papà è importate tanto quanto essere mamma.

…E come avrete notato, ho parlato qua e là di una seconda figlia. Eh sì, perché dopo aver creato Spiderman volevamo per forza che avesse un compagno di avventure, tipo, Ironman, Captain America ecc.. invece è arrivata Rapunzel.
Bella che mai, morbidosa che mai e tosta all’ennesima potenza. Ma questa è un’altra storia…

Alla prossima…

Diventare genitori di Spiderman e Rapunzel
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4 thoughts on “Essere papà per la prima volta…”

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