Mascherine a scuola

Mascherine a scuola: una nuova avventura per i nostri bambini

La scuola è iniziata con tutti i dubbi, le mascherine e le paure del caso. Cosa possiamo fare?

Anche quest’anno è iniziata la scuola. Quasi quasi non ci credevamo più…e invece, alla fine, l’ora di rimettersi la cartella in spalla (e le mascherine sul volto) è arrivata!

Pochi giorni prima, la maestra della scuola materna della bellissima Rapunzel, ha concluso la riunione dicendo: “Nonostante tutto, non vediamo l’ora di rivedere i vostri figli!”
Io, dal canto mio, ho risposto alzando la mano: “…e io non vedo l’ora di portarveli”.

Ma torniamo a noi… Arriva il fatidico primo giorno! Quest’anno, però, l’entrata a scuola è totalmente diversa dai precedenti: tutti attenti, distanziati, mille regole da rispettare, e guai a chi le trasgredisce! I bambini grandi entrano dal cancelletto di lato, i medi dal seminterrato, i piccoli attraverso la siepe.

Alla primaria bisogna addirittura mantenere la distanza di un metro tra un bambino e l’altro. Quindi, per evitare ammassamenti di giovani infanti scatenati, le classi prime entrano alle 4.50 di mattina, le seconde alle 5.30 e così via, fino a far entrare quelli di quinta verso le 14.30.

Alcuni bimbi arrivano muniti di scafandro, altri indossando sei o sette mascherine, altri con la maschera di Iron Man ed altri ancora con la tuta di Spiderman.

Alla scuola secondaria, invece, è stato chiesto ai genitori (chi se la sente, s’intende) di lanciare il proprio figlio direttamente al primo piano, così da ovviare assembramenti e contatti. Alcuni genitori si sono organizzati con lo spara-foglie ad aria compressa: caricano il ragazzino e poi lo sparano direttamente in classe.

mascherine e gomitate
Rientro a scuola a gomitate e mascherine

Ho visto famiglie piazzarsi con il camper direttamente nel giardino della scuola, per non dover arrivare alle 4.30 ed attendere l’apertura dei cancelli.

In classe, dicevamo, i bambini stanno lontani l’uno dall’altro, seduti nei loro nuovi banchi a rotelle (ah no scusate, sono ancora i soliti, quelli classici con le gambine). Niente più risatine sotto i baffi, sguardi d’intesa o dolci sorrisi provenienti dalla fanciulla del banco di fianco… tanto non si vedrebbero, quindi inutile perdere tempo.
Si salutano a gomitate, e ne ho visti alcuni tornare a casa con ematomi violacei sparsi sul corpo e gli occhi gonfi e neri (“sai mamma, era da tanto che non ci vedevamo, il mio amico ed io, quindi ci siamo salutati tantissimo!”).

Appena Spiderman ha visto la sua maestra, dopo tutti questi mesi a casa, le è corso incontro per abbracciarla e stringerla, per salutarla come si deve insomma. 
“Ma no!” gli urlo io mentre sta per saltarle al collo “Fermati Spiderman! Fermati! Cosa fai?!”…avrei voluto avere i riflessi pronti per fermarlo, ma ero troppo commosso nel guardarlo correre incontro alla maestra. Lei lo ha bloccato, ad un braccio di distanza, chiedendogli di non farlo. Di rimanere lontano, di non toccarla.

Non voglio lasciarmi andare ad opinioni politiche, sociali o altro. Non voglio che questo blog prenda una piega sbagliata…

mascherine e tanto amore
Bambini e mascherini

Voglio solo riflettere apertamente e dire ai miei figli che anche questa passerà. Voglio insegnar loro a non scendere mai a compromessi con la paura e ad aver il coraggio di vivere a fondo ogni singola emozione. A credere nei propri ideali e portarli avanti nonostante tutto, senza però diventare arroganti nel sostenerli, perché bisogna sempre coltivare uno spirito d’indagine gentile e una sana e consapevole autocritica.

Invito alla lettura: Coronavirus e la paura nei bambini

Voglio far loro capire che non tutto quello che viene detto è la verità, e che viviamo in un mondo dove, purtroppo, tante persone si sono dimenticate che, per star bene, bisogna aiutare e sostenere gli altri. Ma non per questo sono cattive; semplicemente si sono fatte prendere dal potere e dalla ricchezza e hanno scordato che la loro vera natura è pace e silenzio. Voglio ricordare a Spiderman e Rapunzel che, in egual misura, troveranno altrettante persone piene d’amore, passione, generosità e gentilezza, e che è sbagliato vedere questo mondo come malconcio e malandato.

Vorrei che capissero che vivranno molte altre difficoltà durante la loro vita, forse anche peggiori di questa, e dovranno imparare, quindi, a confidare nelle loro forze e in quelle dei loro amici fidati, perché io non sarò sempre con loro.

Voglio che imparino che l’unica grande sicurezza, al di là delle loro mille avventure, difficoltà e successi, la potranno trovare sempre e solo dentro loro stessi. Lì sta la risoluzione dei problemi. Potranno obbligarli ad indossare mille mascherine, metter loro le manette o portarli di qua o di là, ma nessuno potrà mai toccare, rovinare, rompere, sporcare o scalfire quello che hanno dentro.

Voglio solo ricordare loro che è giusto sostenere le proprie idee e battersi in modo non violento per cambiare il mondo, ma che il miglior modo per cambiare il mondo è cambiare se stessi; soprattutto, che vivere pieni di pace e amore, liberi dalla paura, come i grandi maestri continuano ad insegnarci, è il virus più potente e contagioso di tutti.

In mezzo a questa pandemia, a volte non compresa, a volte ragionevole, a volte esagerata e altre volte assurda, se alzo gli occhi al cielo insieme ai miei figli vedo solo nuvole, cieli infiniti e un sole luminoso e bellissimo.

mascherine e papà
Mano per mano…

Per quanto mi ritrovo imbavagliato, riesco ancora a sorridere con gli occhi e sono sicuro che questo virus, con tutte le sue implicazioni, imbrogli, intrighi, mascherine (e chi più ne ha, più ne metta) sarà sconfitto solo da un nostro (mio) cambio radicale di vedute. Chi sta al comando non ha la sincerità di ammettere come stanno le cose. Non c’è più modo di capire dove sta il giusto o il sbagliato, si capisce solo che dietro ad ogni azione c’è sempre l’interesse personale, un tornaconto che spesso si dimentica del benessere altrui e per questo, rimane solo una cosa da fare: cercare l’unico luogo che ancora non abbiamo esplorato veramente: il silenzio che si nasconde in noi stessi (e chi siamo noi? Chi sono io?)

Quindi, Spiderman e Rapunzel, fate le vostre avventure, crescete forti e sani e, quando tornate a casa, baciatemi, toccatemi, e abbracciatemi, perché non voglio che vi convinciate che starsi lontani e non toccarsi sia la cosa corretta. Non voglio che dimentichiate i principi fondamentali della vita.

Buona scuola da papà Luca

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