Primo-giorno-di-scuola
Primo-giorno-di-scuola

Pronti! Via con il primo giorno di scuola!

Quando inizia la scuola?

Spiderman: “Ehi papà, quand’è il primo giorno di scuola?”
Io: “Ma che domanda è? Vorresti dirmi che è già finita l’estate? Scusa, ma è già settembre? Ma se non sono ancora andato in piscina. Comunque non lo so, chiedi a mamma, è lei la maestra importante”.

Domani si inizia, o almeno qui a Vicenza, domani si riparte con la scuola… e guai a dire a Rapunzel che lei va all’asilo! “Non capisci niente papà, io vado alla scuola materna! Sono grande io!”

Io ricordo vagamente il primo giorno di scuola, di qualsiasi anno fosse. Ricordo più le sensazioni e le emozioni che provavo, più che qualche aneddoto in particolare. Solitamente avevo le farfalle in pancia. C’era una certa ansia da prestazione nel rivedere i compagni: “Cosa gli sarà successo durante l’estate?”, “Che faccia avranno?”, “Jon sarà cresciuto ancora o si sarà stabilizzato intorno al metro e novanta?”, “Chissà cosa diranno di me”, “E lei? Sarà ancora bella come prima? Mi toglierà ancora il fiato? O sarà il suo fiato a stendermi?”, “Son vestito decentemente?”, “Teo avrà scritto le nuove avventura per la campagna di D&D… No, ma questo che c’entra?”.

Ci siamo passati un po’ tutti, diciamolo. Ora, però, rivedere queste dinamiche dal punto di vista di un adulto (sono adulto? Ma va là… Ieri sera stavo mangiando biscotti e succo di frutta giocando con i miei amichetti del cuore. (Leggi qui i miei consigli sui giochi in scatola per bambini…), fa sorridere.

Spiderman è andato a letto agitato, continuando a pensare ai suoi amici e a lei (lasciamo il mistero), mentre Rapunzel come nulla fosse. Lei non si scompone mai, è una roccia.

Da papà posso solo raccontare un paio di cose che successero affrontando il primo giorno di scuola.

Parlando di Rapunzel e quindi di bambini dell’asilo (“Scuola materna papà!”) quando la portai per la prima volta al nido e poi successivamente alla materna fu un’esperienza traumatica in positivo.

Primo giorno, inserimento: “Ecco Rapunzel vai, qui sei a scuola e ti divertirai tantissimo! Ok, Rapunzel vieni qui, dammi un bacio almeno, Rapunz… Rapunzel? Dai, non giocare già con gli altri bambini. Ti manco, Rapunzel?”

Secondo giorno: “Ciao papo! Ci vediamo…”
Terzo giorno: “Rapunzel scendi in corsa dall’auto ok? Così io tiro dritto…”
Quarto giorno, la maestra mi ferma: “Incredibile sua figlia, bellissimo inserimento. Le dia però qualche giorno ancora e vedrà che poi partiranno le crisi. Quando si accorgerà che la normalità è quella di venire via da casa ogni giorno, sicuramente si farà sentire”. Io: “Ok, stiamo a vedere”.

Sei mesi dopo: “Maestra, mi sembra che l’inserimento sia andato bene, che dice? Penso che Rapunzel si sia direttamente dimenticata anche il nome di suo papà, che dice?” Maestra:” Non si preoccupi; vedrà quando la porterà alla scuola materna! Qui siamo al nido, cosa vuole che sia!”.

A questo punto mi aspetto qualche crisi di pianto quando la porterò all’altare. Forse lì potrebbe avere qualche mancamento.

Primo giorno di scuola da genitore
Primo giorno di scuola da genitore

Diversa cosa invece è stata con Spiderman. La prima volta che frequentò un nido fu un disastro atomico. Già a me la maestra non piaceva molto, ma non volevo che una mia sensazione pregiudicasse il sentire di Spiderman. Sta di fatto però, che di 6 mesi iscritto a questo nido, frequentò… 2 settimane? “Quante Chiara? 3 forse?”. Tra febbri, urli, pianti, muco e dinosauri fu un vera sconfitta. I pianti, comunque, non mancarono nemmeno nei primi giorni di scuola dell’infanzia.

Avviso a tutti i papà: vi sentirete degli esseri meschini, brutti, delle cacche con le scarpe, esseri spregevoli che abbandonano i propri figli. Loro là, che piangono senza nemmeno più un respiro in corpo, che supplicano per essere portati via da quel luogo maledetto e voi che li saluterete sorridendo, salendo in macchina e come se nulla fosse andrete via per la vostra strada. Appena chiuderete gli occhi vedrete i loro sguardi. Mescolando il cappuccino intravederete tra la schiuma le loro manine che cercheranno di afferrarvi. Vedrete solo bambini in lacrime per le strade e, fintanto che non lo andrete a prendere nel tardo pomeriggio, implorerete di essere calpestati da tutti i passanti… Sì, sarà abbastanza dura, ma sappiate che nella maggior parte dei casi, il pianto che esibiscono finisce il tempo di svoltare l’angolo della scuola.A volte penso che il primo giorno di scuola sia più traumatico per i genitori che per i bimbi. O forse in modi diversi e in egual misura. Loro vivono una novità enorme, grandissima, che li formerà per tutta la vita e li toccherà direttamente nel cuore. Tutte le persone che incontreranno saranno, a loro modo, dei maestri di vita. La scuola sarà per loro anche una scuola di vita e cresceranno in un attimo (ma per davvero in un attimo e ti sembra ieri di stare in sala parto: leggi, Come nascono i bambini).

Per noi genitori invece è diverso. Io ricordo Spiderman e Rapunzel, uno con la cartella più grande della sua schiena e l’altra con la sua sacchetta rosa, correre felici verso un mondo di avventure. Tu sei lì, fermo, che li guardi andarsene. Sai che una volta che la loro mano si stacca dalla tua, non avrai più nessun controllo sugli eventi che li circondano (l’hai mai avuto?), non potrai più essere lì per proteggerli. Quello che hai fatto li ha segnati e ora inizieranno a testare il loro carattere con il resto del mondo, senza di te. A fare il genitore impari il distacco. Il distacco quello vero, quello sano, quello pieno d’amore. Dove ti affidi alla vita e lasci che tutto vada come deve andare. Loro cresceranno tantissimo e, nella maggior parte delle volte, non vivranno con te le loro mille avventure.

Proprio per questo, a scuola, vedo delle scene da Via Col Vento. “Nooo, non andare!”, “Fermate mio figlio, portatemi da lui”. Oppure altri che seguono con lo sguardo i loro bimbi fintanto che l’ultima porta non si è chiusa. A quel punto cercano di guardare anche tra i vetri. Alcuni si arrampicano sul cancello, altri usano i droni per video-riprendere i loro figli. Ho visto genitori corrompere, a suon di merendine, figli di altri, pur di far portare in classe una mini telecamerina…

Il primo giorno di scuola non si scorda mai. Né per i nostri figli, né per noi genitori.
Buona scuola a tutti!!!

Condividi

Scritto da

Scrivi una risposta

Your email address will not be published. Required fields are marked *