Grandi Onde giapponesi

Grandi Onde O-nami: Quando finisce la quarantena?

Bambini che crescono durante il lockdown.

All’inizio dell’era Meiji viveva un famoso lottatore chiamato O-nami, Grandi Onde.O-nami era immensamente forte e conosceva l’arte della lotta. Nei suoi incontri privati sconfiggeva persino il suo maestro ma, in pubblico, la sua timidezza era tale che i suoi stessi discepoli lo sconfiggevano.
Un giorno O-nami sentì che era arrivato il momento di affrontare questa timidezza che non gli permetteva di esprimere liberamente se stesso e le sue capacità, così andò in cerca di un maestro Zen per chiedere aiuto.
In un piccolo tempio lì vicino trovò Hakuju, un monaco itinerante che si era fermato lì per riposare, e gli spiegò il suo problema. “Il tuo nome significa Grandi Onde” disse Hakuju “perciò siedi in meditazione e immagina di essere quei cavalloni. Non sei più un lottatore timoroso. Tu sei quelle enormi onde che spazzano via ogni cosa, in­goiando tutto ciò che trovano sul loro cammino”. “Resta in questo tempio stanotte, contempla così e diventerai il più grande lottatore sulla terra”. Il maestro si ritirò e O-nami sedette in meditazione, cercando di immaginarsi come quelle onde. Inizialmente gli risultò difficile, distratto com’era da mille pensieri che venivano e se ne andavano. Poi, gradualmente, la percezione di essere quelle onde prese sempre più spazio. Con l’avanzare della notte le onde divennero sempre più grandi e spazzarono via i fiori dai loro vasi; fu inondato persino il Buddha sull’altare! Prima dell’alba, il tempio non era altro che il flusso e riflusso di un immenso mare. Al mattino, Hakuju trovò O-nami che meditava, con un sorriso appena accennato sul viso. Diede un lieve colpetto sulle spalla del lottatore per farlo uscire dallo stato meditativo.
“Ora nulla ti può disturbare” disse. “Tu sei quelle onde. Spazzerai via ogni cosa di fronte a te”. Quello stesso giorno O-nami andò a combatte­re e vinse e, da allora, nessuno in Giappone fu più in grado di sconfiggerlo
.

Grandi Onde O-nami. Tratto da "101 storie Zen"
Grandi Onde O-nami. Tratto da “101 storie Zen”

Tratto da 101 storie Zen – “Grandi onde”

Torno al mio blog con questa storia Zen dopo essere scomparso per tutta la quarantena, senza nemmeno raccontare com’è andata.

Com’è andata la quarantena papà Luca? Mi chiederete.

Caspita, è andata bene…Anche troppo! Siamo stati tutti a casa: io in cassa
integrazione, mentre mia moglie, da buona maestra, ha continuato il suo lavoro online, connettendosi per riunioni e lezioni. Fortunatamente abbiamo una casa spaziosa, circondata da un verde stupendo: alberi da frutto, orto, campi per giocare, un fosso con acqua…tutto ciò con l’aggiunta del cane che corre, i gatti che fanno la cacchina ovunque, api a non finire…

Il risultato della nostra “clausura”? Tante passeggiate a circuito attorno al perimetro del campo di grano vicino a casa, patate da piantare, piselli da raccogliere, pomodori e zucchine da seminare per poi strapiantare, partite a giochi in scatola con la family e una moltitudine di altre cose simili.

Mi sono allontanato da molte “cose sociali” per occuparmi della mia formazione personale (vi invito a leggere il mio curriculum, si sa mai che vi torna utile per qualche lavoretto). Moltissimo tempo è stato dedicato al disegno, nel quale mi sono impegnato per migliorare ma, soprattutto, per portare avanti il mio progetto segreto (ecco perché sono scomparso dal blog).
Detto ciò, la cosa più bella di tutte è aver vissuto tantissimo tempo con i miei figli e mia moglie. Ho visto Spiderman crescere e la piccola Rapunzel diventare di una bellezza sconvolgente. È come se in questi due mesi fossero sbocciati. A pensarci siamo ancora increduli noi due genitori, ma è andata proprio così.

Spiderman: “Papà andiamo?”
Io: “Sono le 8 di mattina, dove andiamo?”
S: “In farmacia, ho tutto pronto.”
Mentre mi parla si sta infilando la camicia dentro ai jeans (la parola “jeans” fino al giorno prima era paragonabile a “fastidio, galera, “se me li fai mettere non mi vuoi bene”)
Io: “C’è qualcosa che mi sfugge. Ora mi spieghi che succede e, soprattutto, perché ti sei messo camicia e pantaloni per andare in farmacia”.
S: “Voglio essere in ordine perché mi piace. E dopo andiamo a fare il buco all’orecchio!”

Come? Cosa? ehm… aspetta… facciamo un passo indietro…

Ma torniamo a noi. Perché ho iniziato con una storia Zen?

Tra tutte le cose belle che continuano a capitare a casa nostra, ce n’è una in particolare che mi ha molto colpito.
Pochi giorni fa Rapunzel è arrivata da noi piangendo perché Spiderman aveva deciso di andare via di casa e a lei mancava già tantissimo (Rapunzel è uno spettacolo su tutto, ha solo qualche difficoltà con il dover finire pranzo o cena, ma supererà anche questa). Comunque, Spiderman aveva deciso di andarsene di casa ed era giù in giardino, sotto la pioggia.

Una volta tornato in casa, io e Chiara gli abbiamo parlato, per cercare di capire il perché di questo suo gesto. È venuto fuori che non si sente all’altezza, che si sente poco sicuro anche con i suoi amici e che era dispiaciuto di aver fatto il monello.

Mamma Chiara ed io: “Ascolta Spiderman, ti diciamo sempre che sei perfetto così e che non potresti essere meglio. Tu e tua sorella siete una benedizione. Quando arrivano certi pensieri e ti giudichi piccolo e sbagliato, scacciali! Non sono la verità! Sono solo tue paure. Non crederci. Se anche a volte ci arrabbiamo è perché, in quel momento, qualcosa è andato storto; oppure noi stessi eravamo storti, ma questo non significa che tu sei sbagliato. Semplicemente, in quel momento è andata così”.


Credo che molti di noi, io compreso, dovremmo praticare la meditazione di O-nami. Quante paure, quanti giudizi, quante limitazioni e quanti impedimenti ci creiamo! Siamo un oceano di pace.

Tutte le scritture e i saggi che hanno camminato su questa terra, o che ancora vi dimorano, ripetono continuamente che le convinzioni limitanti che tratteniamo
creano il nostro stesso inferno; d’altro canto, vivere come se fossimo pacifici e
immensi come un mare, ci rende liberi e felici.

Perché non credere a questo? Perché non imboccare questa strada?

Oltre alla storiella di O-nami, Don Miguel Ruiz con i suoi “I quattro accordi” ci
invita a padroneggiare la nostra mente e riconoscere la nostra vera natura. Quante paure abbiamo trattenuto sin da piccoli, credendo di non essere all’altezza di questo o quello?

In conclusione

Io penso che, da papà e mamme quali siamo, dovremmo curare noi stessi
e supportare anche i nostri piccoli. Non trascuriamoli per noia o perché ci diamo altre priorità; invece, seguiamoli e capiamo cosa stanno trattenendo (dentro loro stessi) e cosa stanno vivendo. Anche noi abbiamo bisogno di comprensione e amore, anche verso noi stessi. Stiamo crescendo come genitori e come adulti, e accettare e amare i nostri errori è un primo passo. In fondo, il mare non rinnega le onde e nemmeno i rifiuti che galleggiano sulla sua superficie; non rinnega la marea che lo fa muovere e nemmeno la pioggia e le tempeste che lo agitano. Il mare ama tutto questo, anzi, esso è tutto questo.

Se meditiamo sulla forza e sull’immensità del mare, credo che potremo diventare come O-nami: pacificamente inarrestabili.

Buona ripartenza a tutti

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