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Vita e racconti di un papà

Ilblogdipapà.it

In un piccolo e giovane blog ho iniziato la mia esperienza di condivisione della vita da papà.

Mi capita molto spesso di parlare e chiacchierare, anche per brevi incontri, con papà coetanei e non, e sempre (dai, molto spesso) sento le solite lamentele e i soliti racconti. Ho capito che da qualche parte c’è una difficoltà a conciliare la vita da papà (piena di vincoli, orari, impegni e doveri) con quella del ragazzino spensierato che è libero di guardare l’orologio e organizzarsi la vita al momento. Il mio vissuto da papà è stato particolare per me, o almeno mi ha insegnato molto e mi sta insegnando tantissimo.

Ero un musicista attivissimo, lavoravo e avevo un sacco di passioni, ma più di tutto questo, più di qualsiasi passione inflazionata di questo mondo, avevo e ho un solo unico obiettivo. Quello di trovare l’essenza della vita. Rispondere alla domanda: “Chi sono io?”.

La mia vita da ricercatore spirituale è iniziata in piena adolescenza, dove non capivo quale fosse il senso della vita proposta dalla società. Lavora, mangia, curati, fai figli, compra casa e fine… Ma no, ma cos’è sta cosa? Veramente tutta questa bellezza esiste solo per farmi fare una cosa così banale? Non ci posso credere. Sentivo sempre dire: “La vita è un mistero, non puoi spiegarla, ecc…”, ma io mi sono sempre interrogato così:

“Chi vive? Chi esiste? Io. La vita, dunque, è la mia. Come fa ad esistere un mistero nella mia vita? È come non sapere cosa c’è dentro le tasche dei propri pantaloni. Guarda, per Dio!”

Così ho fatto e sto facendo. E comprendo che c’è un profondo senso nella vita, una profonda ricerca a trovare la propria luce interiore, che da sola può, con un sol colpo di mano, spazzare via tutta la tristezza del mondo e regalarci il bene più alto.

il blo di papà

Così, con queste domande, ho iniziato il mio percorso. Avrei voluto correre sull’Himalaya in un monastero a ripetere i mantra; avrei voluto ritirarmi nella foresta a realizzare l’unità con il Tutto; avrei voluto girare per l’India come un sadhu, senza dimora, con la sola collana come mia compagna. Invece mi è stata donata una vita da capofamiglia, da papà. Fatta di impegni, doveri, responsabilità, rumore, urla, pannolini, scadenze, moglie, figli, gatti e qualsiasi altra cosa…

Scappo! Questo è stato il mio primo pensiero.

Fortunatamente, grazie a saggi consigli e alla mia innaturale spinta a rispettare i doveri della vita, mi sono rimboccato le maniche ed ho cercato di fare del mio meglio. Cercando di portare a casa tutto quello che di buono c’è in un vita passata in famiglia e non nella foresta. Risultato? www.ilblogdipapà.it

Una piena presa di coscienza che, ovunque tu sia, il tuo cuore può comprendere e contemplare che ogni cosa è colma di energia, di Dio, di luce. Anche i tuoi figli. Sì perché loro, più di tutti, vivono nel presente. Non hanno progetti o ricordi, hanno solo esigenze. Sono ora, qui… e io dove sono?

Mi sono accorto che gran parte della mia sofferenza, della difficoltà a vivere questa esperienza (almeno all’inizio) era perché desideravo essere da qualche altra parte. “Papà giochi?”  “Sì, va bene (vorrei tanto essere seduto a leggere)”. “Papà cacca!” “Caspita (vorrei tanto essere a fare una passeggiata)”, fino a quando era chiaro che l’attrito generato da questi desideri era talmente alto che avrebbe fatto scoppiare tutto.

Eppure tutti i maestri insegnano: “Qui e ora! Il presente è la felicità!”

Vuoi mai che, forse, i miei figli sono la mia felicità? Quello che sto facendo ora è la mia realizzazione? Se le cose sono così è perché non possono essere altrimenti e se è vero che l’energia si manifesta in ogni cosa, allora anche il pannolino pieno di cacca è Energia. No?

Osservando e vivendo questo, mi sono accorto che gran parte dei problemi familiari della società è che i genitori vorrebbero essere da qualche altra parte. Non accettano i vincoli imposti dai figli, non c’è l’energia di seguirli e farli incuriosire. “Tieni, prendi l’IPAD e guardati Netflix, così stai buono per 4-5 ore…” Ogni tanto è una salvezza, ma non può diventare la regola.

Questo “non voler stare dove si è”, è un po’ la malattia che consegue al seguire i milioni di desideri che appaiono e si manifestano in tutti, non solo nei genitori.

Da questo ho pensato di raccontare con qualche piccola storia divertente la mia vita da papà, il tutto condito da quello che mi riesce fare meglio: il grafico e disegnare.

Quindi perché ilblogdipapà.it? Solo per raccontarmi e usare questo spazio come un piccola valvola di sfogo per la mia parte creativa e solo perché, a volte, condividere rende tutti meno soli. Tra papà ci si capisce e i problemi sono sempre quelli… A leggere di un altro papà che non conosciamo ci fa sentire meno “pessimi”.


Allora, buona lettura a tutti i papà.
Dai Luca, anche a tutte le mamme! Buona lettura a tutte le mamme.
Scusa e gli zii? Buona lettura a tutti gli zii.
Nonni? Buona lettura a tutti i nonni che ci vedono ancora.
Gatti? Anche a quelli, sì.
Fratelli e sorelle?

Buona lettura a tutti! Ecco…
www.ilblogdipapà.it

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2 thoughts on “Vita e racconti di un papà”

  1. “Mi sono accorto che gran parte della mia sofferenza, della difficoltà a vivere questa esperienza (almeno all’inizio) era perchè desideravo essere da qualche altra parte” – com’è strana la vita, tu volevi essere da qualche altra parte ed invece in Italia ci sono decine di migliaia di padri separati/divorziati che lottano duramente per poter stare più tempo con i propri figli, anche a causa di madri disturbate che sottopongono a PAS i figli, a LAS gli ex mariti, e Tribunali/CTU/SS/… assolutamente incapaci di gestire correttamente queste situazioni (Bibbiano docet)…. facci un pensiero/riflessione su questa tua grande fortuna di poter stare con i tuoi figli tutto il tempo che vuoi, è un privilegio….

    1. Quanto hai ragione amico mio! Si parte da luoghi diversi e si vivono cose diverse. La mia più grande fortuna è aver avuto quello che ho e la grazia di rendermene conto velocemente. Ora più che mai so che una famiglia serena, una moglie in gamba e dei figli eccezionali ti rendono le giornate piene di luce. Vedo anch’io situazioni simili di conoscenti, alcuni anche molto vicino a me… e si confermo la mia è una grande fortuna! Un forte abbraccio e grazie della dritta

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